Prima di Breunor, tutti e tre lavoravamo per qualcun altro. Eravamo sottopagati, sfruttati, a volte derisi, umiliati e perfino derubati. Nessuno ha mai riconosciuto quello che valevamo.
Così siamo ripartiti da zero, da un garage in una zona difficile, guadagnando poco o niente. Abbiamo subito minacce e rapine. Abbiamo avuto paura, ma non ci siamo mai fermati.
Ancora oggi ci attaccano sui social e sul sito. Ogni giorno vediamo copiare quello che inventiamo: i metodi di pagamento, il configuratore, ogni novità. C’è perfino chi ha usato il nostro nome nelle proprie pubblicità.
Questo lavoro lo facciamo da sempre: siamo professionisti dell’hardware, non improvvisati. Per noi non è un ripiego né un modo per fare soldi in fretta, è il nostro mestiere e la nostra passione. Molti sono arrivati dopo, quando hanno visto che il settore cresceva. Noi c’eravamo già, con le mani dentro i case.
Noi abbiamo sempre scelto la legalità, in un territorio dove restare dalla parte giusta richiede coraggio ogni singolo giorno.
Lo facciamo perché siamo gamer veri. I tasti W, A, S e D delle nostre tastiere li abbiamo consumati davvero, notte dopo notte. Sappiamo cosa si prova ad aspettare il proprio PC, perché lo abbiamo aspettato anche noi.
E se nei nostri video vedi David con la coppola, c’è un motivo: la portava suo nonno. Un uomo che ha lavorato tutta la vita e che ha raggiunto ogni obiettivo con il sudore della fronte. David lo ammirava moltissimo, e quella coppola è il suo omaggio a una grande persona.
Abbiamo un sogno e tanta ambizione: far contare l’Italia per i grandi marchi dell’hardware. E non ci arrenderemo mai.
Andrea, David e MauroFondatori di Breunor